Come può risollevarsi il Cav.?

Calo di gradimento per il Cav., secondo i sondaggi, e diventa sempre più chiara la necessità di correre ai ripari. Il Foglio ha deciso così di plagiare apertamente il New York Times, che il 16 luglio ha interpellato sei commentatori politici di vario orientamento, chiedendo loro: “How can Obama rebound?” (il presidente americano condivide, in questo momento, la caduta nel gradimento dei suoi compatrioti). E allora anche noi abbiamo chiesto ad alcuni noti commentatori politici e osservatori italiani: “Come può risorgere Berlusconi?”. Ovvero: qual è o quali sono le cose concrete da cui il Cav. può credibilmente ripartire per risollevarsi? Ecco il primo intervento, di Massimo Bordin. A seguire gli altri.
5 AGO 20
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Calo di gradimento per il Cav., secondo i sondaggi, e diventa sempre più chiara la necessità di correre ai ripari. Il Foglio ha deciso così di plagiare apertamente il New York Times, che il 16 luglio ha interpellato sei commentatori politici di vario orientamento, chiedendo loro: “How can Obama rebound?” (il presidente americano condivide, in questo momento, la caduta nel gradimento dei suoi compatrioti). E allora anche noi abbiamo chiesto ad alcuni noti commentatori politici e osservatori italiani: “Come può risorgere Berlusconi?”. Ovvero: qual è o quali sono le cose concrete da cui il Cav. può credibilmente ripartire per risollevarsi?
Il Cavaliere ha i suoi bei problemi sui sondaggi, ma la sua forza sono le campagne elettorali. E’ un fatto di coazione a ripetere: vince le elezioni ma poi non riesce a governare, e non ci riesce non perché abbia di fronte un’opposizione particolarmente puntuta, e nemmeno perché c’è Travaglio o per colpa dei giudici. Il problema del Cavaliere è che ha messo insieme un blocco sociale complicato, che non riesce a governare. Il parallelo con la Dc sulla questione delle correnti è improprio, perché la Dc il suo blocco sociale era riuscita a costruirlo con una serie di sistemi agevolati anche dalla situazione internazionale. Aveva comunque messo insieme un sistema di rappresentanza di ceti sociali con interessi anche diversi, quando non contrapposti.
Questo problema, Berlusconi se lo trova amplificato e non riesce a venirne a capo. Ora, possiamo passare la vita a discutere di garantismo e giustizialismo, di correnti, di quello che è più ladro dell’altro. Il problema vero è che Berlusconi nel 1994 aveva detto due cose: abbasserò le tasse e farò la riforma della giustizia. Ma sono passati sedici anni e non ha fatto né l’una né l’altra cosa, e non perché sia un inetto, ma perché ha dei problemi di governo del blocco sociale che lo ha votato. Una cosa da non fare è non rompere con Fini: dal punto di vista di Berlusconi sarebbe una sciocchezza. Dovrebbe allora concretizzare qualcosa che dia l’idea del cambiamento.
Una cosa sola, magari, ma deve farla. Obama è in calo per colpa della vicenda della Bp, ma la sua riforma sanitaria l’ha fatta. Non come avrebbe voluto, magari, ma l’ha fatta, è riuscito a mantenere la sua promessa. Berlusconi può anche arronzarla, quella cosa da fare (almeno una delle due più importanti promesse elettorali) ma deve farla, se vuole risorgere.
di Massimo Bordin - direttore di Radio Radicale dal 1991 e fino al prossimo primo agosto, è il conduttore della rassegna quotidiana “Stampa e regime”